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Recensione: La notte dell'Atzeca |
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Scritto da Renato Silvio Mortera
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“Il rasoio di Ockam è uno strumento mentale per tagliare le ipotesi fuorvianti o non necessarie allo scopo. Ma si tratta appunto di un rasoio, uno strumento di precisione, non di una sega elettrica o di un machete”, spiega il libraio Carlo al giornalista e vecchio amico Gino nelle ultime pagine de La notte dell’Atzeca di Sira De Guglielmi e Francesco Sarchi edito da Enneplibri nel 2004.
I due amici, assieme ad una laureanda in giurisprudenza abituale ospite della libreria di Carlo ed a sua zia, si trovano ad indagare parallelamente alla polizia sul delitto di un giovane della Genova bene.
Man mano che la mente del colto Carlo guida con precisione le rasoiate alle ipotesi ingannevoli ed i quattro si avvicinano sempre più alla soluzione del giallo, viene svelata e si sviluppa un’imbarazzante verità risalente a molti anni prima, addirittura alla notte del 17 Giugno 1970 dopo la famosissima partita tra Italia e Germania Ovest.
La trama procede in una Genova dai sapori forti e pittoreschi e spesso rallenta per riflettere sulle caratteristiche stesse della letteratura poliziesca, favorendo l’aumento di suspance fino al climax che giunge proprio in conclusione durante una apparentemente noiosa conferenza su L’Edipo re.
“L’omicida che cerchi, sei tu stesso”.
Sira De Guglielmi e Francesco Sarchi, La notte dell’Atzeca, Ennepilibri, 2004, pp 168
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